Progetti in corso

Ogni attività acquisisce valore grazie
alle persone che la pensano e la progettano,
agli enti che la sostengono,
agli operatori che la realizzano…
ma il valore assoluto sono loro,
i ragazzi che la vivono.

“Socialand”

Progetto realizzato con il sostegno del Comune di Varese, Area Servizi sociali, attraverso le risorse economiche di “Vita indipendente” – Regione Lombardia

Territorio, e cittadini in difficoltà…grazie a un progetto sostenuto dal Comune di Varese, queste due componenti si integrano in un’attività creata ad hoc per alcuni ragazzi disabili in carico alla nostra Associazione di promozione sociale, Abaco , e residenti nella città di Varese.

Socialand dà loro la possibilità di “prendere maggiore confidenza” con i luoghi in cui vivono e con i servizi di cui potrebbero avere necessità. Potremmo definirlo un percorso di integrazione tra l’acquisizione di una maggiore autonomia e socializzazione.

Quel tempo trascorso in compagnia di amici è prezioso più di ogni altro. In Abaco facciamo in modo che le occasioni di uscita sul territorio siano tante e coinvolgenti.


“Il mio Paese”

Progetto realizzato con il sostegno di Fondazione Comunitaria del Varesotto

Durata progetto: 1/11/2021 – 30/10/2022

L’Associazione Abaco Aps di Inarzo, con questo progetto, intende accompagnare i giovani in percorsi di riavvicinamento e riacquisizione della fiducia attraverso gite, visite guidate, vacanze educative e di elaborazione del proprio rapporto con la comunità di appartenenza attraverso la stesura di un libro per immagini e parole.

Negli ultimi due anni una parte fondamentale delle attività educative della nostra Associazione si è dovuta necessariamente interrompere, creando un vuoto importante nelle attività di autonomia sociale: l’organizzazione di una gita, la programmazione della vacanza educativa, l’uscita di un giorno in piscina, le visite a mostre e musei. Si tratta di proposte che hanno sempre caratterizzato la nostra offerta, garantendo ai ragazzi disabili e alle loro famiglie delle esperienze uniche in termini di autonomia e di crescita.

L’improvvisa interruzione di queste attività ha segnato una frattura tra “il prima e il dopo” Covid, dovuta sia all’impossibilità di realizzare il viaggio, che alla chiusura di tutte le proposte museali e simili, nonchè nell’inopportunità di convivenza abitativa in case o alberghi.

Questo tema è emerso dalla voce dei ragazzi e delle ragazze seguite in Associazione, che hanno espresso il desiderio di riprendere quelle attività che sono sempre stati la normalità, per le quali riteniamo che oggi occorra una accurata progettazione e condvisione con loro, al fine di superare paure e ritrosie.

In generale tutta la comunità ha una grande attesa e speranza relativamente alla ripresa delle attività. In particolare gli ambienti culturali (teatri e musei) e di accoglienza e ristorazione hanno subito uno stop che è superfluo narrare, motivo per cui si ritiene che una progettazione mirata proprio a riportare le persone a vivere la propria territorialità possa trasmettere un messaggio di rinascita.

Pertanto con questo progetto si intende riportare i giovani inseriti nella nostra Associazione ad acquisire fiducia e a superare alcuni effetti del prolungato isolamento. In linea con il taglio formativo che da sempre abbiamo, intendiamo portarli a rielaborare l’appartenenza ad una comunità, compiere scelte di qualità circa l’offerta del territorio, aiutandoli effettuare una valutazione circa le opportunità esistenti, mantenendo una particolare attenzione agli standard di sicurezza.

Il progetto andrà inoltre incontro anche al bisogno delle famiglie, che per molto tempo si sono affannate nel farsi carico dei figli con caratteristiche di fragilità nella gestione del tempo libero, sia cercando di organizzare tempi e spazi in casa, sia concedendo delle uscite nel timore dei rischi che queste portavano in termini di contagio. Infine, ma non per ultimo, il progetto centrerà l’obiettivo dell’autonomia personale e sociale che vede soprattutto nell’esperienza della vacanza educativa, un’occasione unica.


Grazie al contributo di Regione Lombardia partono contemporaneamente un progetto di rappresentazione corporea con un’arteterapeuta clinica e un nuovo piano strategico di comunicazione

In continuità con il precedente progetto “Riprendersi la vita dopo il Covid”, Regione Lombardia ha riconosciuto il valore educativo e sociale della nostra nuova proposta.
Con noi di Abaco Aps altri due enti di Terzo Settore che operano sul territorio della Provincia di Varese.
Abaco (2011), ente capofila, Associazione di Promozione sociale che si occupa di persone con disabilità intellettiva congenita;
Koru Onlus (2011) e Per andare Oltre Onlus (1997) organizzazioni di Volontariato che si occupano di persone con disabilità acquisita da cerebrolesione e delle loro famiglie.

Perché l’idea di una nuova progettazione in continuità con la precedente?

Perché Riprendersi la vita dopo il Covid comunicando meglio approfondisce e implementa le azioni destinate al recupero di situazioni di disagio e difficoltà provocate dall’esperienza dell’isolamento sociale.
In concreto, fermo restando il mantenimento degli ambiti tematici, degli obiettivi generali e degli indirizzi prioritari di cui al progetto già approvato e finanziato nell’anno precedente, si sono attivate diverse linee di operatività:

Potenziamento dell’azione comunicativa;
Ampliamento o integrazione della platea dei destinatari e/o dei
volontari coinvolti nella realizzazione dei progetti in corso
;
Integrazione di nuove attività coordinate da personale formato e qualificato

L’importanza della comunicazione in uscita verso enti e territorio

Alla comunicazione dei servizi forniti, delle specifiche attività messe in atto, oggi non può essere riservato un ruolo marginale. La pandemia ci ha insegnato anche questo .
Il progetto in corso prevede così un piano di azione strutturato per mantenere sempre aperto un canale di comunicazione con Enti pubblici e privati della provincia di Varese e con le principali testate giornalistiche territoriali.

Verranno, inoltre, pianificate e realizzate azioni mirate al fundraising attraverso la
realizzazione di eventi (conferenze, mostre) e campagne di ricerca fondi su piattaforme dedicate.

Integrazione di nuove attività coordinate da personale formato e qualificato

Rispetto all’ambito educativo, grazie all’erogazione del contributo da parte di Regione Lombardia, riusciamo a fornire a sei utenti disabili di età compresa trai 18 e i 40 anni anni con disabilità intellettiva – cognitiva congenita afferenti alla nostra Associazione e a sei caregivers (fratelli – sorelle o coniugi), un laboratorio di rappresentazione corporea coordinato da un’ arteterapeuta clinica